1 maggio 2009

Mini: presto l’edizione speciale F1 su base John Cooper Works

1 maggio 2009

Mini John Cooper Works F1 Edition

Per festeggiare il 50esimo anniversario della prima Formula 1 progettata da John Cooper, il brand Mini avrebbe deciso di realizzare uno speciale allestimento (in serie limitata) basato sull’attuale Jcw, di cui ne ripropone i “numeri” del propulsore 1.6 turbo e la dotazione tecnica.

Questa versione sarà quindi riconoscibile per la tinta cromatica Racing Green, con gli immancabili inserti bianchi su cofano motore e specchietti. Il debutto sarebbe previsto per l’estate, durante i festeggiamenti per il mezzo secolo del brand. Solo 50 gli esemplari previsti.
Via | Motoringfile

 Mini: presto ledizione speciale F1 su base John Cooper Works
 Mini: presto ledizione speciale F1 su base John Cooper Works

 Mini: presto ledizione speciale F1 su base John Cooper Works  Mini: presto ledizione speciale F1 su base John Cooper Works

 Mini: presto ledizione speciale F1 su base John Cooper Works

 

Accordo Fiat-Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

1 maggio 2009

Accordo Fiat-Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

Dopo l’annuncio del Presidente USA Barack Obama sulla sigla dell’accordo tra Fiat e Chrysler, ecco le possibili strategie che verranno messe in atto nel prossimo futuro da parte delle due case per quanto riguarda modelli e fabbriche. Dalle prime indiscrezioni trapelate, sarà l’Alfa Romeo a godere dei primi benefici di questo accordo. Sono due le vetture che la Casa del biscione potrebbe assemblare negli Stati Uniti: Milano e Giulia, eredi rispettivamente di 147 e 159. La Milano dovrebbe essere commercializzata a partire dal 2010, mentre la Giulia – che sarà declinata nelle varianti berlina e Sportwagon – sarà pronta non prima del 2011.

Le auto basate sulle piattaforme Fiat di segmento A – tra cui la 500 e una piccola Jeep derivata dalla Panda 4×4 – dovrebbero essere prodotte nella fabbrica messicana di Toluca. A Belvidere III, in Illinois, potrebbero essere assemblate le future generazioni di Chrysler Sebring e Dodge Avenger. Così, entro il 2013, la Chrysler dovrebbe giungere a produrre circa 500-600 mila vetture l’anno basate sulle piattaforme del gruppo torinese.

Restano da definire, comunque, le innumerevoli sinergie che possono essere messe in piedi, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di know how su motori e altre parti meccaniche. Dando un’occhiata al portfolio delle due Case, si deduce che Chrysler, Jeep e Dodge forniranno i pianali per grandi berline, ammiraglie e Suv, mentre Fiat, Abarth, Alfa Romeo e Lancia dispongono di ottime piattaforme per compatte, citycar e crossover.

Inoltre, Fiat e Chrysler dovranno ben coniugare i possibili intrecci tra le 30 fabbriche del Gruppo di Auburn Hills e i 178 impianti del Lingotto. Senza contare l’enorme forza lavoro – 55 mila dipendenti per Chrysler e 185 mila dipendenti per Fiat – e i quasi 10 mila punti vendita sparsi in tutto il globo: 3.300 per la Casa di Detroit e 6.500 per quella torinese. Infine, i due milioni di auto prodotte all’anno da Chrysler e i 2.700.000 di vetture l’anno assemblate da Fiat permetteranno notevoli economie di scala, sia dal punto di vista industriale che commerciale.

Via | Repubblica (Grazie a libertino per la segnalazione)

 Accordo Fiat Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche
 Accordo Fiat Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

 Accordo Fiat Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche  Accordo Fiat Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

 Accordo Fiat Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

 

Peugeot-Citroen: l’ibrido diesel debutterà nel 2011

1 maggio 2009

Nuova Gallery Peugeot 3008

Secondo una nota congiunta diffusa da Peugeot-Citroen, il sistema HYbrid4 verrà introdotto sul mercato a partire dal 2011. Il primo modello a beneficiare di questa tecnologia sarà la 3008, poi seguita dall’ancora misteriosa Citroen DS5: per entrambe, è prevista una riduzione delle missioni pari al 35%.

Come noto, l’ibrido transalpino parte da un presupposto: le batterie ed il propulsore dovranno essere stipate sull’assale posteriore. Così da offrire una scelta fra la trazione anteriore, posteriore od integrale. Il conducente, invece, potrà gestire l’erogazione della potenza, fra il solo propulsore elettrico, solo termico od un utilizzo combinato.
Via | Autoblog.com

 Peugeot Citroen: librido diesel debutterà nel 2011
 Peugeot Citroen: librido diesel debutterà nel 2011

 Peugeot Citroen: librido diesel debutterà nel 2011  Peugeot Citroen: librido diesel debutterà nel 2011

 Peugeot Citroen: librido diesel debutterà nel 2011

 

1994-2009: 15 anni senza Ayrton Senna

1 maggio 2009

Ayrton Senna 1994-2009

Nella giornata del primo maggio ricorre il triste anniversario della morte di Ayrton Senna, uno dei più grandi piloti di Formula Uno di tutti i tempi. Sono passati 15 anni da quel Gran Premio di San Marino del 1994, quando il campione brasiliano rimase vittima di un pauroso incidente a bordo della sua Williams Renault. Da allora la Formula Uno è profondamente cambiata, ma Senna è sempre rimasto nel cuore di tutti gli appassionati, perché il suo talento per la guida lo rendeva oggettivamente affascinante sotto il profilo agonistico. Campione del mondo nella stagioni 1988, 1990 e 1991, Senna ha tenuto incollati davanti alla tv migliaia di spettatori in tutto il pianeta, di cui non possono non ricordarsi gli accessi duelli che il pilota carioca consumava assieme al suo rivale Alain Prost.

Ayrton Senna, pilota classe 1960, cominciò la sua carriera agonistica a 13 anni sui kart. Fino al 1983 è stato impegnato nelle serie minori, mentre il debutto in F1 avvenne l’anno seguente al volante della Toleman Hart, scuderia che poi diventò Benetton F1. Memorabile il secondo posto conquistato da Senna nel GP di Monaco, sotto il diluvio. A Montecarlo, il pilota brasiliano dette espressione delle sue doti migliori in gara: grande capacità di guida e totale controllo della monoposto sul bagnato.

L’exploit dimostrato da Senna con la Toleman gli valse, per la stagione 1985, il posto alla Lotus motorizzata Renault. La prima vittoria di Ayrton arrivò nel Gran Premio di Portogallo, sempre sotto una pioggia incessante. Senna rimase alla guida della scuderia fondata da Colin Chapman anche nelle stagioni ‘86 e ‘87. In quest’ultima, nonostante la Lotus fosse equipaggiata con i motori Honda, si rivelò poco adatta alle aspettative di Senna, voglioso di conquistare il titolo iridato.

Ayrton Senna 1994-2009Ayrton Senna 1994-2009Ayrton Senna 1994-2009Ayrton Senna 1994-2009

Ayrton Senna 1994-2009Ayrton Senna 1994-2009Ayrton Senna 1994-2009Ayrton Senna 1994-2009

Nel 1988, Ayrton Senna passò alla McLaren Honda come compagno di Alain Prost. Da quel momento cominciò la storica ed inevitabile rivalità tra i due piloti. Senna riuscì comunque nel suo intento: grazie alla conquista di 8 vittorie, si aggiudicò il suo primo titolo mondiale a Suzuka in Giappone, con una gara in anticipo, proprio ai danni di Prost.

L’anno seguente, Senna da campione in carica puntava al bis. Ma la lotta interna con il “Professore” si fece più accesa che mai. A Suzuka, ci fu lo storico contatto tra i due e in cui ebbe la peggio Prost. Senna riuscì a proseguire la gara ma fu fermato dai commissari per irregolarità nella manovra con il suo compagno di squadra e il titolo mondiale finì nelle mani del francese. Nel 1990 la musica non cambiò, perché Senna e Prost si trovavano ancora una volta rivali per il titolo ma con il campione in carica al volante però della Ferrari. Il mondiale si decise ancora una volta a Suzuka e questa volta fu Senna a restituire il torto subito, spedendo Prost fuori pista alla prima curva. E così, Ayrton fu campione del mondo per la seconda volta in carriera.

Senna si laureò campione anche nel ‘91 ma per lui fu una vittoria quasi facile, visto il calo di competitività sia della Ferrari che di Prost. Nonostante tutto, Senna dovette vedersela con la forte ascesa della Williams Renault, condotta da Nigel Mansell, ritornato alla scuderia inglese dopo la breve parentesi a Maranello. Infatti, l’anno dopo Senna nulla poté fare contro Mansell e la Williams a causa di un vistoso calo di affidabilità della McLaren e del motore V12 Honda che a fine ‘92 abbandonò il Circus.

Nel 1993, Senna rimase in McLaren, questa volta motorizzata Ford. La Williams si dimostrò ancora più imbattibile dell’anno precedente che, dopo la migrazione di Mansell verso la Formula Kart americana, fu affidata ad Alain Prost, di ritorno dall’anno sabbatico. Ayrton fece gli straordinari riuscendo a conquistare 5 vittorie che però non furono sufficienti per combattere lo strapotere di Williams e Prost, il quale a fine anno si laureò campione del mondo per la quarta volta dando così il suo addio alla F1.

A fine stagione Senna aveva deciso di lasciare dopo 6 stagioni il team di Woking. Voci di corridoio davano molto probabile il passaggio del campione brasiliano alla Ferrari. Ma alla fine Ayrton decise di prendere il posto di Prost alla Williams e la scuderia di Maranello si dovette accontentare del ritorno di Berger, nelle ultime stagioni compagno di squadra di Senna.

Così, nel 1994 Senna si trasferì alla Williams campione in carica. Sembrava un titolo già segnato in anticipo, ma per Senna la partenza della stagione si rivelò difficile: nonostante nel weekend avesse conquistato entrambe le pole, si assistette ai ritiri del pilota brasiliano nelle prime due gare, poi vinte da Michael Schumacher su Benetton Ford.

Senna conquistò anche la pole del Gran Premio di San Marino, durante la sessione di prove svoltasi in uno scenario tragico: infatti, il weekend fu caratterizzato dal grave incidente occorso a Rubens Barrichello su Jordan il venerdì alla “Variante Bassa” (senza gravi conseguenze) e dall’incidente mortale di Roland Ratzenberger alla curva “Villeneuve” durante le qualifiche.

Ma in gara, alle 14:17, durante il settimo giro, Senna uscì improvvisamente di pista alla curva del “Tamburello”, a causa del cedimento del piantone dello sterzo, modificato in occasione della gara stessa, in quanto il pilota si era lamentato della scarsa visibilità della strumentazione. Il piantone – allungato e saldato manualmente – cedette in seguito alle sollecitazioni, portando a conseguenze tragiche: Senna, impotente nel governare la monoposto, riuscì a frenare ma non ad evitare il tremendo impatto con il muro del “Tamburello”.

A causa dell’urto violento, Ayrton subì una frattura alla base del cranio. Inoltre, il puntone della sospensione anteriore destra, spezzandosi, si piantò sopra il bordo superiore della visiera del casco del pilota, penetrando nella regione temporale destra e provocando lesioni gravi ed irreversibili. Senna fu subito trasportato con un elicottero al Policlinico di Bologna, dove spirò alle 18:40 del primo maggio 1994.

Ayrton Senna, a 34 anni, lasciò tutto e tutti dopo aver conquistato 3 titoli mondiali, 41 vittorie e 65 pole position. Quest’ultimo risultato è rimasto per tanti anni un record, superato poi solo da Schumacher con la Ferrari. Colleghi, familiari ed amici, ricordano di Senna il suo forte carattere. Alle volte si dimostrava cupo e riservato, quasi mai sorridente. Altre volte rissoso, soprattutto nell’episodio con Eddie Irvine del 1993, con cui Senna finì alle mani per difendere il connazionale e grande amico Rubens Barrichello. La figura di Senna è diventata simbolo di solidarietà per via delle campagne di raccolta fondi a sostegno dei poveri del suo Paese. La sensibilità dell’uomo Ayrton Senna è testimoniata da una bandiera austriaca, rinvenuta al momento del suo fatale incidente e che Ayrton portò con se per poi sventolarla in caso di vittoria in ricordo di Ratzenberger, con cui ha condiviso il tragico destino.

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 1994 2009: 15 anni senza Ayrton Senna
 1994 2009: 15 anni senza Ayrton Senna

 1994 2009: 15 anni senza Ayrton Senna  1994 2009: 15 anni senza Ayrton Senna

 1994 2009: 15 anni senza Ayrton Senna

 

Idrovolante radiocomandato elettrico…che bello!

1 maggio 2009

Guardate che meraviglia questo velivolo in scala, venduto dalla Kyosho dal prossimo mese di maggio, riproduzione del Macchi M33 del 1925, uno spettacolo!
Queste le dimensioni: Apertura alare: 1.460 mm, Lunghezza: 1.270 mm; Superficie alare: 37,4 dm², Peso: 2,8 kg
Non so come vada realmente in volo…sicuramente non sarà una “libellula”, queste alcune altre caratteristiche:

ali e coda [...]

Post di: Guido Elettrico

Idrovolante radiocomandato elettrico…che bello!

 

Nuova Opel Meriva: ancora foto spia e ricostruzioni

1 maggio 2009

opel meriva, nuova meriva, nuova opel meriva

La prossima Opel Meriva non sarà una delle tante monovolume piccole sul mercato. Le porte a libro basteranno per distinguerla dalle rivali, poco ma sicuro. La piccola tedesca prosegue nei collaudi, e col passare del tempo si scopre sempre di più, in attesa di andare ad affrontare le tante antagoniste, a partire dalla nuovissima Citroën C3 Picasso.

La nuova Meriva sarà, come tutte le Opel più recenti, un modello stilisticamente molto diverso dall’attuale: in Germania si sono stancati delle linee rassicuranti, ma un po’ banali dei modelli meno recenti, e con la Insignia hanno dato una bella svolta al design di casa, ottenendo risultati molto moderni, dinamici e convincenti.

La piccola monovolume sarà molto simile nelle forme al prototipo mostrato al Salone di Ginevra del 2008, il cui tratto caratterizzante erano proprio le suicide doors. Queste, nella versione di serie, saranno dotate di un dispositivo di sicurezza che impedirà l’apertura indipendente delle posteriori rispetto alle anteriori durante la marcia.

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La gamma motori della nuova Meriva ricalcherà quella dell’attuale Corsa, compresa la variante sportiva OPC, dotata di un 1.6 turbo da 192 CV. Il modello debutterà in autunno al Salone di Francoforte.

Via | L’AutomobileMagazine

 Nuova Opel Meriva: ancora foto spia e ricostruzioni
 Nuova Opel Meriva: ancora foto spia e ricostruzioni

 Nuova Opel Meriva: ancora foto spia e ricostruzioni  Nuova Opel Meriva: ancora foto spia e ricostruzioni

 Nuova Opel Meriva: ancora foto spia e ricostruzioni

 

Accordo Fiat-Chrysler: ecco i dettagli

1 maggio 2009

02399 accordofiatchryslero 01 Accordo Fiat Chrysler:  ecco i dettagli Fiat-Chrysler: la neonata alleanza tra i due costruttori darà vita al sesto gruppo automobilistico mondiale. Tuttavia “il matrimonio” sarà concluso solo nel giro dei prossimi 60 giorni: la casa americana infatti dovrà ultimare le procedure fallimentari previste nel definitivo piano di rilancio; ma arriveranno anche 3,5 miliardi di dollari di quegli 8 previsti nella nuova linea creditizia approvata dal governo USA.

I proprietari della “nuova Chrysler” saranno quindi Fiat (al 20%), i fondi pensione dei lavoratori (al 55%) e i Governi americano e canadese (al 10%). Fiat riceverà un ulteriore 15% (suddiviso in 3 parti) della casa americana al raggiungimento di determinati obiettivi commerciali. Potrà inoltre esercitare il suo diritto ad arrivare fino al 51% di Chrysler dal 1°gennaio 2013 al 30 giugno 2016. Tre dei nove membri del consiglio di amministrazione saranno direttamente nominati da Fiat che ne potrà nominare un quarto quando la sua quota in Chrysler salirà al 35%.

Fiat metterà sul piano della bilancia le licenze che permetteranno al costruttore statunitense di sfruttare le piattaforme automobilistiche torinesi per la produzione in Nordamerica e in Messico, di usufruire di alcune tecnologie motoristiche nonché l’accesso alla rete distributiva Fiat nei paesi dove quella della casa americana sia limitata. Oltre a beneficiare delle rispettive reti commerciali e industriali il nuovo mega gruppo permetterà ai due costruttori di mettere in comune gli acquisti (con gli immaginabili vantaggi economici derivanti).

Via | Quattroruote

 Accordo Fiat Chrysler:  ecco i dettagli
 Accordo Fiat Chrysler:  ecco i dettagli

 Accordo Fiat Chrysler:  ecco i dettagli  Accordo Fiat Chrysler:  ecco i dettagli

 Accordo Fiat Chrysler:  ecco i dettagli

 

Magna International, Stronach: non vogliamo acquisire Opel

1 maggio 2009

logo opel«Vogliamo aiutare Opel, ma è ancora prematuro sederci attorno ad un tavolo e parlare di quote azionarie». Frank Stronach, fondatore di Magna International, ha voluto chiarire la posizione dell’azienda, sottolineando come non sia «ancora possibile valutare il nostro ruolo nella futura ristrutturazione».

«Riforniamo Opel con nostre componenti: abbiamo quindi interesse di guidarli verso una pronta risalita». Questa precisazione segue di poche ore le dichiarazioni rilasciate da Oleg Deripaska e dal sindacato IG Metall: il primo, magnate russo partner di Magna, ha smentito ogni interesse verso il gruppo di Rüsselsheim; il secondo ha ribadito il secco “no” all’opzione Fiat nel timore di veder chiusi gli stabilimenti di Eisenach e Bochum.
Via | Quattroruote (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione)

 Magna International, Stronach: non vogliamo acquisire Opel
 Magna International, Stronach: non vogliamo acquisire Opel

 Magna International, Stronach: non vogliamo acquisire Opel  Magna International, Stronach: non vogliamo acquisire Opel

 Magna International, Stronach: non vogliamo acquisire Opel

 

Jerez, guerra dei nervi. Rossi: "Sono pronto per la spallata a Jorge". Lorenzo: "Io non sono Sete, che ci provi!".

1 maggio 2009

Valentino Rossi, si sa, non è forte solo in pista. I suoi successi li prepara fuori, anche sul piano psicologico.

A dirla tonda tonda, Valentino non sbaglia mai nel capire qual è l’ avversario più “pericoloso” del momento. E su quell’avversario “scarica” tutta la pressione possibile per … cercare di “intimorirlo”. Ognuno fa quel che può e anche questa è un’arma non trascurabile per poi regolare i conti in pista.

Ieri, alla conferenza stampa di presentazione della corsa di Jerez, Rossi non si è fatto pregare a dire quello che pensa, senza peli sulla lingua: “Qui rifarei oggi a Lorenzo il sorpasso che feci a Gibernau nel 2005”.

Chi non si ricorda il gran sorpasso con spallata di Valentino ai danni di Sete (che così perse gara e titolo)? La frase detta ieri dall’otto volte iridato è indicativa di uno stato di forma eccellente e anche di una volontà di combattimento e decisionismo che non calano (almeno a parole) di un millimetro.

Insomma, Rossi ha voglia (e che lo mette in dubbio?) di vincere e di farlo domenica proprio sul circuito spagnolo.

Lorenzo e Gibernau, sentita la frase “bellicosa”, hanno abbassato la testa, come non avessero capito.

Poi, però, a microfoni spenti, Jorge ha ripreso il discorso del suo coequiper: “Una cosa simile, a me non accadrebbe. Non deve accadere. E se dovesse accadere, il finale sarebbe molto diverso, sia durante che dopo … Io ho un carattere molto diverso da Sete …”.

Insomma, frecciate e contro frecciate. E’ la guerra dei nervi a dominare, per ora. Fra poco si scende in pista. Dalle (brutte) parole ai fatti (belli). Almeno si spera.

 Jerez, guerra dei nervi. Rossi: "Sono pronto per la spallata a Jorge". Lorenzo: "Io non sono Sete, che ci provi!".
 Jerez, guerra dei nervi. Rossi: "Sono pronto per la spallata a Jorge". Lorenzo: "Io non sono Sete, che ci provi!".

 Jerez, guerra dei nervi. Rossi: "Sono pronto per la spallata a Jorge". Lorenzo: "Io non sono Sete, che ci provi!".  Jerez, guerra dei nervi. Rossi: "Sono pronto per la spallata a Jorge". Lorenzo: "Io non sono Sete, che ci provi!".

 Jerez, guerra dei nervi. Rossi: "Sono pronto per la spallata a Jorge". Lorenzo: "Io non sono Sete, che ci provi!".

 

Mercedes: entro cinque anni il Cx dei nuovi modelli dovrà scendere a 0,20

1 maggio 2009

Mercedes Classe E Coupè: le nuove foto ufficiali

Secondo quanto riferisce Rainer Tiefenbacher, project manager della Classe E Coupé, Mercedes vorrebbe ridurre ad un valore di 0,20 il coefficiente di resistenza all’aria dei nuovi modelli. Un’impresa non certo agevole, resa ancora più delicata dalla scadenza: l’obiettivo della Stella dovrà concretizzarsi in cinque anni. A partire dalla neonata due porte, l’auto più aerodinamica del mondo, con un cX pari a 0,24.

“Vi sono numerose strade ancora da percorrere per ridurre il consumo di benzina – commenta Tiefenbacher –: lo sviluppo aerodinamico deve fornire maggiori spunti. I designer non hanno ancora ben chiaro quali possano essere i vantaggi curando in misura maggiore l’aerodinamica”.

Via | Autoblog (Grazie al nostro lettore “Leonidas” per la segnalazione)

 Mercedes: entro cinque anni il Cx dei nuovi modelli dovrà scendere a 0,20
 Mercedes: entro cinque anni il Cx dei nuovi modelli dovrà scendere a 0,20

 Mercedes: entro cinque anni il Cx dei nuovi modelli dovrà scendere a 0,20  Mercedes: entro cinque anni il Cx dei nuovi modelli dovrà scendere a 0,20

 Mercedes: entro cinque anni il Cx dei nuovi modelli dovrà scendere a 0,20

 
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