
«Il mondo dell’auto è un indecifrabile paradosso: le macchine crescono, sicurezza ed insidie aumentano, ma le capacità richieste per condurre un autoveicolo sono immutate dagli anni ‘50». Vairano di Vidigulfo, cuore della pianura padana. Oasi della sicurezza. Riserva del “guidar bene”. Enclave da cui diffondere un concetto di attitudine alla guida.
Grazie all’invito della scuola ASC GuidaSicura Quattroruote, abbiamo partecipato alla giornata “Edudrive”, in conclusione della campagna nazionale di sicurezza stradale “BastaUnAttimo”: i circa trenta partecipanti (vincitori del concorso “Uno Spot per la Sicurezza Stradale”) hanno svolto un percorso formativo composto da esercizi teorici e pratici, finalizzati ad accrescere le capacità di guida.








«E’ essenziale conoscere se stessi, il mezzo e l’ambiente: i ragazzi, ottenuta la patente, pensano già di poter guidare una monoposto. Convinti di poterla sfruttare al massimo». Luca Costella, responsabile del centro prove, possiede il dono della saggezza. Maturata dall’esperienza, di chi sa quali errori vengono commessi. «Il compito dei nostri istruttori (tutti ex piloti, nda) consiste nel correggere i “vizi” di ogni automobilista, caso per caso. Lavoriamo anche per conto di aziende, con l’obiettivo di limare le acredini dinamiche».




«Sono solito definire l’esperienza presso il nostro circuito come “rigenerativa”: terminate le lezioni, si dimentica il passato; sono gli stessi partecipanti a prendere coscienza di errori ed imprecisioni». Portando a termine un percorso di catarsi, una sorta di riscatto personale, a cui contribuiscono i ragazzi di BastaUnAttimo.



Araldi impegnati a diffondere un messaggio di responsabilità, equilibrio e maturità. Attraverso campagne di sicurezza stradale, estese a molte province italiane. «Nel mese di maggio saremo tre giorni a Caserta – spiega Giuseppe Fin, responsabile dell’ufficio stampa –, dopo le nostre precedenti esperienze ad Urbino e nel Lazio».
«Le amministrazioni regionali hanno riconosciuto la qualità della nostra iniziativa – prosegue Fin – premiando il nostro impegno con inviti costanti. Stiamo cercando di prorogare la campagna, nata nel 2007, fino al 2010. Come riusciamo a coinvolgere i giovani? Indossando i loro panni: non vogliamo privarli del divertimento, ma solo renderli più consapevoli». Le istituzioni, prima o poi, lo capiranno?

