18 marzo 2009

Stra-Ferrari

18 marzo 2009

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Dà anche speranza alle altre aziende italiane. È il sogno di migliaia di lavoratori. È il marchio che ci rappresenta nel mondo. Per fortuna, la Ferrari va sempre a gonfie vele. Infatti, l'Assemblea ha approvato il bilancio e la relazione di gestione relativi al 2008, che ha registrato risultati record in tutti gli indicatori economici: primo fra tutti la redditività, con il ROS che è arrivato al 17,6%. Il fatturato 2008 è stato di 1.921 milioni di euro (+15,2%), con una forte crescita (+28%) delle attività legate al Marchio (licensing, retail e e-commerce). In aumento anche gli investimenti, che hanno raggiunto il 18% del fatturato.

Il Presidente Luca di Montezemolo ha inoltre comunicato

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 Stra Ferrari

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Audi, un successo di corsa

18 marzo 2009

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Il successo di una Casa passa anche dalle corse. Prendete l'Audi. Che fa faville addirittura coi diesel in pista. È la prima Casa a sviluppare un'auto da competizione di Classe LMP1, spinta da un motore Turbodiesel di seconda generazione.

La nuova sportiva debutterà nella 12 Ore di Sebring il 21 marzo, a 10 anni dall'esordio in pista di un prototipo Audi nella classica americana. Proprio a Sebring, infatti, il 20 marzo 1999 la R8R si era aggiudicata al debutto un lusinghiero terzo posto assoluto, con l'equipaggio composto da Michele Alboreto, Dindo Capello e Stefan Johansson. Il 18 marzo 2006, invece, il tracciato americano era stato teatro della prima vittoria internazionale di un prototipo, la R10 TDI, spinto da un propulsore Turbodiesel.

Le due R15 TDI che saranno schierate a Sebring saranno condotte dagli equipaggi: Dindo Capello, Tom Kristensen, Allan McNish e Lucas Luhr, Mike Rockenfeller, Marco Werner.

La 12 Ore di Sebring e la 24 Ore di Le Mans, tra le gare di durata più famose al mondo, premiano soprattutto le vetture leggere ed efficienti. Peso contenuto, rispetto dell'ambiente e dettagli aerodinamici accuratamente studiati sono stati, infatti, al centro dell'attenzione

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 Audi, un successo di corsa

 Audi, un successo di corsa

 

Evoluzione nella tradizione: la prova su strada della nuova Mercedes Classe E

18 marzo 2009

Nuova Mercedes Classe E: la prova su strada

È sempre lei, ma in qualche modo questa nobile signora tedesca è cambiata nel profondo. La Mercedes Classe E, bandiera della casa di Stoccarda, e da decenni rappresentante esemplare del segmento delle grandi berline, si è da poco rinnovata. In questi giorni sono sbarcati in Italia i primissimi esemplari, in vista delle vendite che inizieranno verso la fine del mese. Questo è il resoconto del nostro incontro con la Stella e con la sua ultima creatura.

La nuova Mercedes Classe E, come si intuisce già dall’aspetto esteriore, è una macchina profondamente diversa dall’attuale. Con lei la casa di Stoccarda prosegue il discorso di ammodernamento della gamma sotto tutti i punti di vista, dal design alla riduzione di consumi ed emissioni, fino -perché no- al sensibile miglioramento della dinamica di guida.

Il tutto, senza dimenticare i clienti di sempre, ma al contrario cercando un nuovo punto d’equilibrio tra l’heritage e le nuove richieste del mercato. Un compitino da niente insomma. Superato egregiamente dalla Classe E, nonostante qualche punto debole che -a parer nostro- si poteva evitare. Ma andiamo a conoscerla da vicino.

Nuova Mercedes Classe E: la prova su strada

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Il nuovo modello Mercedes, come scrivevamo più sopra, spiazza a prima vista per l’inedito stile secco delle forme esterne. Il giovane Gorden Wagener continua con le sue scelte coraggiose e non certo condivisibili da tutti. Ma man mano che escono i nuovi modelli si capisce con sempre maggiore chiarezza l’obiettivo perseguito dagli stilisti di Stoccarda.

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Le loro auto non sono (né saranno) più contraddistinte da un design morbido, classico, compassato e digeribile da tutti. “Meglio creare un’identità forte, per qualcuno persino indigesta, far discutere di sè, spiazzare, attirare l’attenzione e le critiche” sembra essere il nuovo motto di casa.

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Superato il primo impatto, si scopre un’auto che, in quanto a proporzioni, è cambiata pochissimo. Invariata l’altezza di 147 cm, è cresciuta la lunghezza di 1 cm (ora sono 487), il passo di 2 cm (ora sono 287) e la larghezza di 3 cm (ora sono 185). Proprio la lieve crescita di queste due ultime misure è andata a tutto beneficio dell’abitacolo. Il bagagliaio invece, è rimasto fermo a 540 litri. Capacità comunque più che adeguata, nonché allineata con le migliori concorrenti. Comunque dietro, di posto per le gambe ce n’è davvero a volontà, mentre davanti, sedendo al posto di guida, è la sensazione di spazio in senso trasversale ad essere significativamente migliorata.

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Stesso discorso per il morbido divano posteriore, che nella configurazione a cinque posti non impone rinunce. L’unico guaio semmai, per chi siede al centro, proviene dal tunnel della trasmissione, che è piuttosto ingombrante. Il conducente ha a disposizione sul pannello porta il classico, intuitivo comando per le regolazioni elettriche del sedile, grazie al quale ci si può ritagliare velocemente un posto guida praticamente su misura, anche intervenendo sulla posizione del volante. Scomodo risulta invece il solito comando del freno di stazionamento a pedale, posto in basso all’estrema sinistra.

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Il tunnel centrale è dominato dalla presenza del controller girevole del Comand, dal quale si gestiscono tutte le funzioni del sistema di infotainment di bordo. Basta un po’ di apprendistato per capirne il funzionamento e navigare senza indecisioni tra i menu. Il resto dei comandi si trova tutto sulla console: in basso quelli del clima bizona (peraltro molto veloce e potente) con i tasti per la ventilazione, la direzione e la climatizzazione automatica chiaramente indicati, più in alto quelli dell’impianto audio (notevole l’Harman Kardon -optional- sui due esemplari in prova) e del telefono. Sopra, lo schermo multifunzione, cresciuto nelle dimensioni ed efficacemente protetto dalla luce solare grazie all’ampia palpebra superiore.

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Davanti agli occhi del conducente, si trova il classico layout della strumentazione Mercedes, con il grande tachimetro al centro affiancato dal contagiri e dall’orologio analogico in secondo piano, e dai piccoli riquadri del livello benzina e della temperatura acqua alle estremità. Tutto chiaro e leggibile fin qui.

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Ma all’interno del tachimetro si trova il computer di bordo digitale, cui è demandato il compito di informare su una miriade di parametri. Dal Distronic Plus al Cruise Control, passando per il nuovo Attention Assist, e arrivando al Lane Assist e all’occhio elettronico che legge i segnali stradali riportandoli all’attenzione di chi guida (e non sono mica finiti!), tutto passa per quel piccolo display, rischiando di confondere invece che informare. Tassativo passare qualche ora sul libretto (anzi, librone) ufficiale del modello per evitare di perdersi. Discorso analogo per la leva multifunzione sulla sinistra del piantone che gestisce cotanta elettronica.

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Comunque, l’esperienza di bordo è indubbiamente rilassante, passeggiando poco sopra il minimo su una bella statale. Tutto contribuisce a migliorare questa piacevole sensazione. Gli specchi retrovisori, generosamente dimensionati e dotati di una telecamera che copre gli angoli bui accendendo un piccolo triangolo lampeggiante posto all’estremità degli stessi in caso di sorpasso mentre sopraggiunge un veicolo da dietro.

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O il livello di finitura, semplicemente al top, dai materiali di rivestimenti ed inserti fino alle cuciture a vista dei sedili e agli angolini più reconditi dell’abitacolo (e della carrozzeria). O ancora, la possibilità di personalizzare l’auto praticamente “ad libitum” giocando con gli optional (e tante migliaia di euro).

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Tuttavia, di fronte a simili eccellenze, e al fianco di un armamentario di sicurezza attiva (impressionanti il Pre-Safe, l’Adaptive High-Beam Assistant e tutto il resto, roba da blog di hi-tech), in grado di sbaragliare qualsiasi concorrente, saltano all’occhio ancora di più certe mancanze che ci hanno lasciati un po’ interdetti. Mancano per esempio i sensori di parcheggio sulle versioni meno equipaggiate. Eppure è un accessorio che moltissimi clienti richiedono…

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Ma veniamo al dunque, al comportamento stradale di questa Classe E, che alla sua veneranda età si trova davanti ad un esame di maturità di quelli tosti: dimostrare di saper affiancare il comfort di una executive al pizzico di pepe di una sport sedan, evitando di trasformarsi in una via di mezzo che non è in grado di fare bene né l’una né l’altra cosa.

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Partiamo dal comfort. La sensazione a bordo della Classe E -stiano pure tranquilli i clienti che l’hanno amata- rimane quella di stare seduti su un morbido, lussuoso, silenzioso, tecnologico, potente e veloce trono con le ruote. Magari un po’ più basso, ma il posto guida dà sempre quella sensazione. Sfumature. La rivoluzione è avvenuta altrove.

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I due esemplari testati da noi erano le nuove E 250 CDI BlueEfficiency -dotata dell’AMG Sportpaket- ed E 350 CDI BlueEfficiency, in allestimento Avantgarde. Beh, tagliamo corto. La prima motorizzazione può ambire fuori da ogni ragionevole dubbio al titolo di migliore diesel della categoria due litri. Se dovessimo scegliere l’aspetto migliore di questa nuova Mercedes, punteremmo senza dubbio sul nuovissimo 2.1 quattro cilindri biturbo.

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La potenza specifica è molto elevata, e sono 204 i CV complessivi. Ma è soprattutto la coppia infinita, disponibile per giunta praticamente dal minimo a lasciare a bocca aperta. Il valore massimo corrisponde a 500 Nm e viene raggiunto già a 1600 giri/min, mantenendosi tale per la maggior parte dell’arco d’erogazione del propulsore. Semplicemente, sono valori da tre litri. Nella guida di tutti i giorni è quanto di meglio si possa desiderare oggi. Se proprio dovessimo trovargli un difetto, è l’eccessiva rumorosità al minimo, ovviamente all’esterno, perché dentro, non appena chiuse le porte, filtra solo il suo respiro di sottofondo.

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Si tratta di un’unità talmente moderna sotto ogni punto di vista da mettere in discussione l’esistenza stessa del 3.0 V6 della 350 CDI. Quest’ultimo, è stato affinato essenzialmente dal punto di vista dei consumi e delle emissioni, ed ha ricevuto in dote soli 7 CV aggiuntivi rispetto a prima, mantenendo invariata la pur elevata coppia. Ora sotto il cofano ci sono 231 CV e 540 Nm. E vi assicuriamo che le prestazioni sono molto, molto simili. Sì, d’accordo, il V6 ha dalla sua una maggiore rotondità di funzionamento, ma viste le doti del piccolo CDI ci stiamo già leccando i baffi all’idea di un bel biturbo sulla base di questo 3.0, con potenza e coppia paragonabili all’attuale 4.0 V8 CDI. Cara Mercedes, se queste sono le premesse, non hai che da farlo!

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Ambedue i motori garantiscono senza strafare performance adeguate all’aplomb e alla categoria modello, nonché in linea con la concorrenza. Più corretto dire che il 2.1 va un filo meglio delle rivali in zona 200 CV, il 3.0 un filo meno di quelle intorno ai 230-240, in termini di accelerazione pura, riuscendo a spiccare però dal punto di vista della ripresa. Il quadro si mantiene simile in fatto di consumi, con la 250 CDI ai vertici della categoria e la 350 CDI un po’ meno parca, ma comunque buona.

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Come abbiamo detto, si tratta di due motori in grado di azzerare virtualmente l’utilità del cambio, vista la loro generosità a tutti i regimi: in modalità automatica, bisogna proprio impuntarsi per rompere le scatole alla trasmissione. Solo facendo il dispetto di inserire la marcia più lunga ad andature da lumaca si riesce a risvegliare il software di gestione, che interviene innestando un rapporto più corto.

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Però c’è un però. Sorprendentemente, Mercedes ha deciso di dotare il superbo quattro cilindri del vecchio automatico NAG a cinque marce, riservando il più evoluto 7G-Tronic alla sei cilindri. Una scelta davvero strana, viste soprattutto le potenzialità del 2.1. Pur trattandosi di una trasmissione che svolge comunque il suo dovere in maniera inappuntabile, è difficile nascondere che in modalità sequenziale (sia la 250 che la 350 sono dotate dei paddles al volante), il NAG, automatico di concezione “old-style”, è meno rapido e coinvolgente del moderno sette marce. Il discorso non cambia significativamente selezionando la modalità Sport. Un vero peccato.

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Seconda parte della rivoluzione che ha travolto la Classe E, è alla dinamica di guida. Ricordate lo sterzo vago, morbido e demoltiplicato delle Mercedes di qualche anno fa? Beh, cancellatelo. Di colpo. Come da qualche tempo leggerete sulla stampa specializzata, le nuove unità sono di tutt’altra pasta. Precisione, feeling “pieno”, ottima direzionalità e capacità di coinvolgere il conducente sulle strade piene di curve sono ora finalmente qui, a fare da giusto contrappunto al noto sapore di un’auto capace di coccolarti alla grande. Senza contare che il comando è dotato di una esemplare servoassistenza variabile, che ti fa letteralmente fare manovra con un dito.

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Certo, dicendo “reattività” non ti viene mica in mente una berlina Mercedes da 1660 kg a secco. Al massimo, qualcosa della stessa categoria fabbricato nel capoluogo della Baviera, ma in fondo siamo in presenza di un benchmark tuttora un po’ diverso da quello della Classe E.

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Ultima nota, al solito, la riserviamo ai prezzi. Il prestigio della Stella pesa come sempre parecchio. Una E 250 CDI Elegance (senza l’AMG Sportpaket che montava la nostra), viene via per 51.500 euro senza optional. Per la E 350 CDI Avantgarde si balza invece a quota 59.600 euro, sempre optional esclusi. Cifre elevate in senso assoluto, ma ampiamente ripagate dai contenuti e dalla tenuta del valore nel tempo, che da sempre ha contraddistinto il modello.

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 Evoluzione nella tradizione: la prova su strada della nuova Mercedes Classe E

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Crisi: punto della situazione su Opel e GM

18 marzo 2009

7d616 177084 1350 ico Opel1 Crisi: punto della situazione su Opel e GM Il ministro dell’economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg ha incontrato negli Usa i vertici di General Motors per provare a salvare dal fallimento Opel. Il governo tedesco è favorevole all’aiuto della casa di Rüsselsheim (subordinata al “gigante di argilla” GM) che necessita di 3.3 miliardi di euro per scongiurare la bancarotta. “Stiamo facendo di tutto per salvare posti di lavoro, ma dobbiamo trovare un modello che ci consenta di superare le urgenze dei prossimi mesi”.

Rick Wagoner, CEO GM, ha dichiarato che “GM è pronta a scendere dall’attuale quota del 100%”. Ciò non toglie che Opel necessiterebbe di una ristrutturazione delle sue attività europee con tagli e risparmi per 1.2 milardi di dollari. Tuttavia a Berlino richiede precise garanzie affinché i fondi governativi vadano esclusivamente alla Opel e non nelle casse di Detroit.

Inoltre per GM si avvicina il 31 marzo entro il quale la casa americana dovrà presentare alla task force creata dal presidente Obama, il definitivo piano di rilancio: in ballo ci sono altri 16.6 miliardi di dollari di aiuti.

Il problema di Opel rischia di non essere soltanto una questione anglo-tedesca: in Inghilterra c’è la Vauxhall con i suoi impianti Ellesmere Port, mentre in Spagna a Saragozza si producono la Corsa e la Meriva, e poi c’è la fabbrica di Anversa.

Via | Quattroruote

 Crisi: punto della situazione su Opel e GM

 Crisi: punto della situazione su Opel e GM  Crisi: punto della situazione su Opel e GM

 Crisi: punto della situazione su Opel e GM

 

Jaguar e Land Rover utilizzeranno il Kers Torotrak per il recupero dell’energia

18 marzo 2009

cfe7b Xtrac KERS F1c Jaguar e Land Rover utilizzeranno il Kers Torotrak per il recupero dellenergia

Jaguar e Land Rover hanno annunciato una collaborazione con Torotrak per l’applicazione del sistema Kers già noto per il suo prossimo debutto in Formula 1. I marchi di proprietà Tata saranno quindi equipaggiati in futuro con questo tipo di tecnologia, anche se ovviamente l’applicazione avrà un obiettivo diverso da quello della prestazione pura.

Il sistema sarà un ibrido meccanico, con una trasmissione infinitamente variabile (FPI) ed un volano che accumula l’energia cinetica in frenata, riutilizzandola nelle accelerazioni. Questo consentirà di abbassare consumi ed emissioni, anche utilizzando propulsori più piccoli e proseguendo l’opera di downsizing che ormai sta dilagando. Jaguar sta inoltre portando avanti il progetto di una ibrida plug-in, oltre ad un generale ampliamento della gamma attuale, come l’ipotizzata XF Station Wagon.

Via | Jaguar-mania (grazie Jaguarista per la segnalazione)

 Jaguar e Land Rover utilizzeranno il Kers Torotrak per il recupero dellenergia

 Jaguar e Land Rover utilizzeranno il Kers Torotrak per il recupero dellenergia  Jaguar e Land Rover utilizzeranno il Kers Torotrak per il recupero dellenergia

 Jaguar e Land Rover utilizzeranno il Kers Torotrak per il recupero dellenergia

 

MotoGP: Presentato il Team San Carlo Honda Gresini

18 marzo 2009

Presentazione Team San Carlo Honda Gresini

E’ stato ufficialmente presentato oggi il Team San Carlo Honda Gresini che parteciperà alla stagione 2009 della MotoGP. La formazione guidata dal due volte campione del mondo della 125 è “decollata” dalle Officine del Volo di Milano. Fausto Gresini e Alberto Vitaloni, Presidente del San Carlo Gruppo Alimentare, hanno fatto gli onori di casa e hanno presentato lo schieramento 2009.

I piloti sono i noti Alex De Angelis e Toni Elias, rientrato in Honda dopo un anno di assenza. Il pilota sammarinese e lo spagnolo hanno presentato le nuove livree delle proprie RC212V 2009 caratterizzate dal logo del main sponsor San Carlo. Presenti numerosi personaggi del mondo delle due ruote a partire dal CEO Dorna Carmelo Ezpeleta, il Presidente di Honda Italia Yasuhiro Oyama e il Presidente della FIM Paolo Sesti.

Queste le dichiarazioni dei protagonisti. Fausto Gresini, Team Manager: “Presentare una nuova stagione è sempre una forte emozione. Il 2009 sarà un anno importante per il Team San Carlo Honda Gresini: una stagione MotoGP che si preannuncia emozionante e competitiva, alla quale ci siamo preparati per poter svolgere un ruolo da protagonisti.”

Presentazione Team San Carlo Honda GresiniPresentazione Team San Carlo Honda GresiniPresentazione Team San Carlo Honda Gresini

Credo molto nel potenziale dei miei piloti: Alex ha alle spalle il prezioso bagaglio di una stagione MotoGP, Toni torna con tutta la sua esperienza. Al nostro fianco la HRC che ha fatto un eccellente lavoro nel preparare la RC212V 2009 e garantirà al Team San Carlo Honda Gresini un supporto tecnico di primissimo livello durante tutta la stagione, sia per la moto FPS affidata ad Alex, sia per la Factory Spec. di Toni.
Un forte in bocca al lupo ai piloti e a tutti i ragazzi della squadra. E ovviamente un ringraziamento particolare a tutti i nostri Partner che da molti anni credono nei nostri progetti, a cominciare dalla San Carlo con cui condividiamo valori assoluti come passione, amore per la competizione, lealtà e spirito di squadra.”
– ha concluso il team manager.

Alberto Vitaloni, Presidente del San Carlo Gruppo Alimentare: “È dal 2006 che San Carlo ha iniziato una nuova strategia di marketing rivolta a grandi eventi sportivi perché lo sport è un veicolo di comunicazione e un media a tutti gli effetti, che utilizza un linguaggio universale capace di coinvolgere gli spettatori. La nostra scelta è stata molto attenta: discipline con un’immagine bella e sana, con un pubblico in ascesa e vicine ai giovani. Da qui è nato l’incontro con la MotoGP: uno sport di altissima tecnologia e innovazione, ma capace di parlare al cuore. Vogliamo comunicare al nostro pubblico, ai giovani soprattutto, il messaggio che un’azienda nota come la nostra sa tenere il passo con i tempi e promuovere nuove tendenze per essere sempre leader in un mondo altamente competitivo. Nel team di Fausto Gresini abbiamo trovato un partner di grande affidabilità e soprattutto una sintonia di intenti, di valori e di grande passione per lo sport”.

Toni Elias: “La stagione 2009 mi dà l’opportunità di essere nuovamente nella squadra di Fausto, una cosa che mi rende molto felice. Ritroverò un gruppo di persone dall’enorme spessore umano e tecnico: ricordo con estremo piacere le due stagioni trascorse insieme…è un po’ come tornare a casa. Voglio ringraziare anche HRC per aver creduto in me e tutti gli Sponsor del Team San Carlo Honda Gresini che rendono possibile questo progetto. Abbiamo tutti lo stesso desiderio di centrare grandi obbiettivi …da parte mia farò il massimo per realizzare questo sogno”.

Alex De Angelis: “Affronto questa nuova sfida con grande entusiasmo. Sarà un mondiale ancora più duro della passata stagione, ma anche io mi sento più forte. Adesso ho l’esperienza di un anno in MotoGP e la nuova RC212V è decisamente competitiva, soprattutto per quanto riguarda la potenza del motore. Punto a migliorare i miei risultati, non mi accontento dei due quarti posti conquistati lo scorso anno. Un grazie di cuore alla squadra, alla San Carlo e agli altri sponsor che ci hanno dato fiducia”.

via | Team San Carlo Honda Gresini

 MotoGP: Presentato il Team San Carlo Honda Gresini

 MotoGP: Presentato il Team San Carlo Honda Gresini  MotoGP: Presentato il Team San Carlo Honda Gresini

 MotoGP: Presentato il Team San Carlo Honda Gresini

 

La Lambretta più veloce del West (e dell’Est)

18 marzo 2009

100mph Lambretta Dragster

La Lambretta colpisce ancora. L’indimenticabile scooter milanese sembra non conoscere età, e lo dimostra con questa sua ennesima evoluzione in chiave sportiva, realizzata dall’inglese 100mph Lambretta Club.

Il prototipo in questione è stato progettato per diventare la Lambretta più veloce sul quarto di miglio, capace di raggiungere velocità prossime ai 180Km/h. Mica pochi vito che, nonostante il passo allungato, freni e ruotine sono rimaste le stesse del modello originale!

Il motore ovviamente è cambiato, ora monta un 250cc a 2 tempi super elaborato. Per darvi un idea di cosa combini questo giocattolo vi postiamo nella seconda parte una video intervista all’ideatore della belvetta, con tanto di sfida vincente alla Ferrari F40.

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via | Moto22

 La Lambretta più veloce del West (e dellEst)

 La Lambretta più veloce del West (e dellEst)  La Lambretta più veloce del West (e dellEst)

 La Lambretta più veloce del West (e dellEst)

 

Una foto spia senza camuffature anticipa la Opel Insignia OPC

18 marzo 2009

Opel Insignia OPC

E’ stato beccato in Spagna un’esemplare senza camuffature di Opel Insignia OPC. Grazie a questa foto spia, possiamo anticiparvi quelle che saranno le linee pressocché definitive della versione sportiva dell’auto dell’anno 2009. La Insignia OPC verrà presentata ufficialmente al Salone di Francoforte in programma a settembre.

Questa Insignia sarà dotata di un motore V6 twin turbo da 320 CV, mentre la trazione sarà su tutte le quattro ruote. Nel mirino della Insignia preparata dal reparto Opel Performance Centre c’è la Volkswagen Passat R36. Basandosi solo sui numeri, possiamo notare che la berlina di Russelsheim parte già in vantaggio, in quanto la R36 è equipaggiata con un 3.6 V6 aspirato da 299 CV.

Opel InsigniaOpel InsigniaOpel Insignia

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Via | Autoblog.nl (Grazie a Demonracing per la segnalazione)

 Una foto spia senza camuffature anticipa la Opel Insignia OPC

 Una foto spia senza camuffature anticipa la Opel Insignia OPC  Una foto spia senza camuffature anticipa la Opel Insignia OPC

 Una foto spia senza camuffature anticipa la Opel Insignia OPC

 

Diramato il regolamento della Maximotard Cup

18 marzo 2009

E’ stato un crescedo rapido: prima è arrivata la Hypermoto Series a livello europeo, e poi la DBO ha pensato di creare la Maximotard Cup da inserire nel collaudato contesto del Campionato Italiano Supermoto: le supermotard si arricchiscono delle Maxi e lo spettacolo sembra proprio sarà garantito.

Specie perchè le protagoniste saranno Ducati Hypermotard, Aprilia Dorsoduro e le KTM 950/990 SM e SMR. Motard ad alto contenuto di testosterone. La nuova Maximotard Cup avrà un costo di iscrizione di 1200,00 euro e saranno ammessi al via un totale di 32 piloti al massimo.

Interessante poi la parte regolamentare relativa alle moto: il peso a secco dovrà essere non inferiore a 170 kg e sono quasi nulle le modifiche che saranno permesse ai motori. Le gomme saranno di tipo stradale e sarà il promoter a sceglierne il modello.

Le gare previste sono sei, e seguiranno ovviamente il calendario del Tricolore Supermoto andranno ad arrichirne i contenuti. Per maggiori informazioni e curiosità vi consigliamo di scaricare direttamente il regolamento completo che trovate qui.

via | DBO (ringraziamo AlbertoKTM per la segnalazione)

 Diramato il regolamento della Maximotard Cup

 Diramato il regolamento della Maximotard Cup  Diramato il regolamento della Maximotard Cup

 Diramato il regolamento della Maximotard Cup

 

Spyker: il presidente Alexander Antonov sopravvive ad un attentato

18 marzo 2009

logo SpykerSecondo quanto riporta la stampa locale, Alexander Antonov, presidente del gruppo automobilistico Spyker, sarebbe sopravvissuto mercoledì scorso ad un feroce attentato compiuto mentre lasciava la sua abitazione, nel pieno centro di Mosca.

Il manager, colpito da sette proiettili (fra cui cinque allo stomaco ed uno al petto), è attualmente ricoverato in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Ferito alla gamba anche un membro della sua scorta. Gli inquirenti sono sulle tracce degli attentatori.
Via | Autocar

 Spyker: il presidente Alexander Antonov sopravvive ad un attentato

 Spyker: il presidente Alexander Antonov sopravvive ad un attentato  Spyker: il presidente Alexander Antonov sopravvive ad un attentato

 Spyker: il presidente Alexander Antonov sopravvive ad un attentato

 
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