Clamoroso: Mercedes e BMW si avvicinano allo scambio azionario. La famiglia Quandt teme la scalata da parte della Stella
8 marzo 2009
A conferma delle tante illazioni fatte nei mesi scorsi sul flirt tra Mercedes e BMW, è da poco stata battuta una notizia da Automotive News secondo la quale le due acerrime rivali dell’industria automobilistica tedesca sono in procinto di accordarsi per uno scambio azionario: Stoccarda diventerebbe proprietaria del 7% di Monaco e la casa bavarese entrerebbe in possesso di una identica quota della Stella.
Lo scopo è porre le basi di una cooperazione sempre più intensa, secondo il quotidiano tedesco Der Spiegel, che si sofferma sul disaccordo tra il management BMW e la famiglia Quandt, proprietaria del 46% della casa bavarese. I Quandt, con in testa Johanna e suo figlio Stefan, temono che Daimler AG possa lanciare una scalata in grado di condurre Stoccarda ben oltre il 7% di cui sopra.
Il Governo di Berlino è stato informalmente messo al corrente delle trattative da parte dei due soggetti interessati, e l’antitrust tedesco segue attentamente la situazione. A brevissimo termine Mercedes e BMW dovrebbero annunciare i dettagli della parte preliminare del loro accordo, che per ora le vedrà impegnate fianco a fianco nell’acquisto di componentistica, un’operazione che permetterà risparmi valutati in miliardi di euro sul medio termine. Un manager BMW rimasto anonimo ha dichiarato al giornale: “Ci avvicineremo significativamente non solo con questa operazione, ma soprattutto con i suoi sviluppi futuri”. Non ci resta che seguirli attentamente.



















































Il futuro della Ford dei prossimi anni sarà indirizzato verso lo sviluppo delle auto elettriche. Ad affermarlo è stato Alan Mulally, Ceo della casa statunitense: “Entro 10-12 anni, la maggior parte della nostra linea produttiva sarà dominata da vetture elettriche”. Auto che, secondo Mulally avranno un mercato superiore alle ibride.















Cara Opel, se vuoi sopravvivere raggiungi un accordo con Fiat. In estrema sintesi, il messaggio diffuso dal tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung suona così: per superare senza traumi debilitanti il divorzio da General Motors, sarebbe opportuno presentarsi a Torino.
















